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L’Italia divisa in due, i bambini del Sud costretti a migrare?

 

LECCE Sabato 25 novembre, alle ore 9, nella sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento(piazzetta Tancredi, a Lecce), è in programma una tavola rotonda su “La salute dei bambini e delle bambine nel Sud e Nord dell’Italia: perequazioni e disuguaglianze”. 

Sono previsti gli interventi di Mario De Curtis, ordinario di Pediatria presso l’Università La Sapienza, Direttore di Neonatologia, Patologia e Terapia Intensiva Neonatale al Policlinico Umberto I di Roma; Rocco Palese, Assessore alla Sanità della Regione Puglia; Stefano Rossi, Direttore Generale Asl Lecce; Antonio Scorrano, delegato di Suor Margherita Bramato, Direttrice Generale Ospedale “Cardinale Panico” di Tricase; Carlo Salvemini,Sindaco di Lecce; Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce; Federico Visconti, Dirigente Medico di Terapia Intensiva Cardiochirurgica dell’Azienda Ospedale Università Padova; Donato De Giorgi, Presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce; Marcello Antonazzo, Presidente dell’Ordine degli Infermieri di Lecce e di Anna Toma, Presidente del CPO della Provincia di Lecce. 

I lavori saranno moderati dal Direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, Rosario Tornesello.

Al centro dell’incontro le evidenti disparità di trattamento, nell’assistenza e nella cura del bambino tra le regioni del Sud Italia e il resto del Paese. 

I bambini che risiedono nel Mezzogiorno vengono spesso curati in un’altra regione, un trend sconfortante e preoccupante certificato anche dai numeri. Basti pensare che nel primo anno di vita un bambino che nasce nelle regioni meridionali ha un rischio di morire più elevato di circa il 50 per cento rispetto ad uno nato nel Nord. Una discriminazione geografica inaccettabile e intollerabile alla quale la Politica dovrebbe porre rimedio. Perché il diritto alla salute è uno dei capisaldi della Costituzione Italiana, è l’unico diritto ad essere qualificato come “inviolabile“, poiché rappresenta la premessa biologica per l’integrità fisica, senza la quale non potremmo beneficiare di tutti gli altri diritti. 

L’incontro di sabato 25 novembre sarà utile, dunque, per aprire un focus sulle condizioni vissute da bambini e ragazzi meridionali e, soprattutto, per individuare prospettive e azioni sinergiche capaci di regalare loro un orizzonte ricco di speranze e reali opportunità in campo sanitario, e non solo.

Sarà l’occasione anche per rimarcare la necessità di realizzare con urgenza il Polo Pediatrico del Salento, per dare risposte concrete e adeguate ai bisogni dei bambini e dei loro familiari, un progetto portato avanti da undici anni dall’Associazione Tria Corda e da altre tredici associazioni di volontariato che fanno parte della rete sociale SoloXLoro.