Lecce (Salento) - L’Assessore Provinciale alle politiche sociali e pari opportunità Filomena D’Antini Solero scende in campo a favore di tutte le donne lavoratrici che sono costrette a lavorare anche la domenica in virtù di una legge regionale approvata dall’amministrazione Vendola
La legge infatti consente l’apertura dei centri commerciali per 32 settimane senza alcuna preventiva autorizzazione da parte delle amministrazioni comunali.
Per i periodi restanti le amministrazioni possono autorizzare o meno l’apertura dei centri commerciali.
“E’ paradossale sentir parlare oggi autorevoli esponenti del centro sinistra di ricorsi contro il comune di Cavallino, dove sono stati costoro sin ora? Perché non si sono attivati per far rivisitare la legge da loro emanata?” - Afferma l'Assessore - “E’ sotto gli occhi di tutti la necessità di rivisitare la normativa affinchè vengano rispettati i diritti delle donne mogli e madri lavoratrici, se vogliamo fino infondo tutelare la tanto acclamata famiglia e il ruolo genitoriale.
Vero è infatti che i centri commerciali della nostra provincia ove vi è un gran numero di lavoratrici donne non consentono loro di esercitare il ruolo fondamentale di donna moglie e madre all’interno della famiglia nel giorno che per anni e per tradizione cattolico-cristiana deve essere dedicato al Signore e ai valori che la chiesa ci trasmette tra cui l’amore per la famiglia”.
“Le donne impegnate nel mondo del lavoro” - ricorda l’assessore D’Antini Solero “oggi più che mai lavorano oltre che per sentirsi realizzate e autonome anche e soprattutto per sostenere la famiglia. E allora se è alla famiglia che si deve pensare si faccia in modo che la donna possa dedicarsi ad essa almeno la domenica pertanto senza che ciò disincentivi il commercio, e in attesa che la legge possa essere rivisitata,
i centri commerciali dovrebbero fare alternare il personale senza sovraccaricare sempre gli stessi dipendenti,
ma soprattutto è necessario che i centri commerciali con i comuni di riferimento concordino un piano commerciale che preveda l’apertura domenicale a rotazione tra gli stessi durante l’arco del mese.
“In questo modo” - afferma l’assessore D’Antini Solero “si compiono azioni a tutela della famiglia e della donna”.
L’auspicio afferma l’assessore e che innanzi tutto la legge regionale possa essere rivisitata dopo aver appreso la notizia in merito all’ottenuta assegnazione di 25.000,00 € destinati dalla Provincia per la bonifica di alcuni siti ricadenti nel territorio del comune di Surbo.
“Un momento di significativa attenzione, fortemente voluto” - commenta l’assessore - “a tutela di un territorio tanto ricco di bellezze naturali, quanto, ormai da tempo, massicciamente violentato e vessato da comportamenti umani non più tollerabili e rispetto ai quali il riscatto della coscienza civile deve imporsi alla facile rassegnazione.
Infatti, un accurato monitoraggio predisposto dall’assessorato all’ambiente e svolto sull’intero territorio surbino noto per le antiche masserie, le chiese monumentali, gli uliveti secolari e muretti a secco, ha purtroppo messo alla luce svariate decine di siti degradati, in cui depositi di ingenti quantitativi di eternit, di materiale da costruzione e demolizione, di scarti animali, di ingombranti di ogni tipo fanno da padrone; deprecabili comportamenti che non hanno risparmiato neppure aree pertinenti all’abitato e a luoghi sacri, devastando un patrimonio inestimabile d’identità, tradizioni e cultura.
Purtuttavia commenta l’assessore, non troverà mai soluzione appropriata la lotta all’inquinamento ed al degrado ambientale nelle sue diverse forme ed espressioni fino a quando i cittadini, unici fruitori del territorio, riappropriandosi delle proprie prerogative, non denunceranno atti di questa natura”.
E con queste premesse, su tali cattive abitudini, spesso accompagnate da atteggiamenti silenti, punta il dito l’Assessore all’ambiente del comune di Surbo Filomena D’Antini Solero che, da tempo impegnata su questo versante, d’intesa con scuole, associazioni e cittadini sensibili al tema ambientale, preannuncia una adeguata campagna di sensibilizzazione ed una serie di iniziative atte a prevenire e reprimere un deprecabile fenomeno sociale non più sopportabile, che non potrà mai trovare radicale soluzione attraverso isolate, se pur necessarie, costose misure di bonifica che vedono l’utilizzo di risorse finanziarie che potrebbero invece essere impiegate nel sociale, sullo sviluppo, sulla formazione solo se coloro che impunemente ed irrimediabilmente, inquinano e deturpano l’ambiente rispettassero il nostro territorio.













