Inchiesta Bari: Fitto, bel coraggio intimidire un magistrato
Sabato 08 Agosto 2009 07:56    PDF Stampa E-mail
Inchiesta Bari: Fitto, bel coraggio intimidire un magistrato

Bari (Puglia) - "Bel coraggio intimidire un magistrato in questi giorni in cui, vedi caso, l'Associazione Nazionale Magistrati è in ferie e in ferie anche i magistrati del Pd che, pro tempore, siedono nell'aula del Senato! Confido che l'una e gli altri non si distraggano in un momento tanto delicato e di fronte ad un a attacco frontale di tale inusuale portata. Visto che di recente si sono scandalizzati per molto meno".

Lo ha dichiarato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, in riferimento alla lettera inviata dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al sostituto procuratore della DDA di Bari, Desiree Di Geronimo, che coordina una delle 4 indagini avviate dalla Procura di Bari su un presunto intreccio politica-appalti nella Sanità pugliese.

"Nel difficile rapporto tra politica e magistratura non si era mai arrivati a tanto- prosegue il ministro- per un verso all'asserzione della propria pretesa di purezza e, di fatto, della propria intangibilità e per l'altro all'aggressione nei confronti di un magistrato che, peraltro, non sembra essersi segnalato per i consueti eccessi di protagonismo tanto frequenti in quell'ambiente. Quando si fa un uso tanto spregiudicato persino di pesanti allusioni è evidente che si punta a ledere l'immagine e la serenità di chi sta svolgendo indagini delicatissime se non a indurlo ad astenersi, a togliersi di mezzo".

"Certo e' facile che, dopo aver fatto tintinnare manette per gli avversari politici, avere condotto l'ultima campagna elettorale all'insegna del gossip mediatico giudiziario più sfrenato e aver affermato la propria assoluta non indagabilità, i nervi saltino e si finisca con l'aggredire chi sta svolgendo il proprio lavoro. Se anomalie sono ravvisabili esistono tutti i mezzi e le sedi istituzionali per chiarirle. Lo dico -prosegue Fitto- per personale esperienza che ho sempre tenuto a mantenere, pur nella durezza delle posizioni, in un ambito di strettissima correttezza istituzionale. Auguro a Vendola di conservare per via di diritto e di fatto la sua non indagabilità ma chi riveste un ruolo istituzionale dovrebbe mantenere i nervi saldi e risparmiare a tutti, all'istituzione che rappresenta soprattutto, un comportamento tanto penoso".

 

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