09 Settembre 2010

Aggiornato:05:43:04 PM GMT

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‘In Puglia 50 circoli di finiani’

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francesco_divella

Bari (Puglia) - Intervista all’on. Francesco Divella, industriale della pasta e coordinatore regionale di Generazione Italia. ‘Basta partito di Verdini Cosentino e Dell’Utri’.

(di Lucio Lussi) - On. Divella, lei è coordinatore regionale di Generazione Italia, semplice corrente o valore aggiunto per il PDL?

“Generazione Italia è un valore aggiunto per il PDL e continua a mettere radici in Puglia dove abbiamo più di 50 circoli. In questo modo si inizia a costruire un partito dove sia possibile parlare ed esprimere liberamente la propria opinione”.

Infatti dopo la levata di scudi contro Granata, il PDL appare poco liberale…

“E’ palese che nel PDL vi sia una questione morale da non trascurare. Prima la storia di Scajola, poi Brancher, Cosentino, Dell’Utri, Verdini… Stiamo diventando lo zimbello del paese. Ho presieduto enti pubblici e ho amministrato denaro pubblico come fosse una cosa sacra, quindi ho tutto il diritto di incazzarmi se scopro che un membro del mio partito si è comportato diversamente”.

Granata ha espresso la sua ed è stato invitato a lasciare il partito. Non le sembra troppo?

“Granata forse è un po’ impulsivo ma è vicepresidente della Commissione Antimafia e ha tutto il diritto di dire la sua.

Dove sta il problema?”

In un partito liberale non ci sarebbe alcun problema.

Le sta stretto far parte dello stesso partito di Dell’Utri, Cosentino e Verdini, tre illustri indagati?

“In tal senso sono intervenute le dichiarazioni di Fini che ieri ha chiesto le dimissioni dei vertici del partito indagati dalla magistratura, e si riferiva proprio a Cosentino e Verdini”.

Il contrasto tra Berlusconi e Fini si sanerà prima o poi?

“Me lo auguro. Io faccio parte del PDL e mi trovo bene a difendere i valori della destra”.

Berlusconi, però, continua a fare campagna acquisti tra i finiani

“Il problema è a monte. Tutti gli ex membri di AN hanno voltato le spalle a Fini subito dopo essere stati eletti o nominati a incarichi importanti, come i ministri. Qualche dubbio sorge legittimamente. Il gruppo dei finiani è composto da 34-35 parlamentari che devono dire la loro, anche se non è in linea con quanto sostenuto dai vertici del partito, che tra l’altro non sono stati nominati dalla base. E poi si fa un gran parlare dei probiviri senza nemmeno sapere quali siano le personalità dotate di questo incarico”.

In caso di spaccatura lei seguirebbe Fini?            

“Certo. Sono entrato nell’MSI nel 1962 e durante la mia carriera ho manifestato una netta coerenza”.

Terzo polo, governo tecnico, larghe intese, Berlusconi bis. Quali scenari prevede?

“Sarebbe un delitto se un governo dotato dei numeri che ha Berlusconi cadesse. Per quanto riguarda le oltre opzioni, in politica tutto è possibile. Prima di parlare di terzo polo, invece, fissiamo bene i 10 punti che lo caratterizzerebbero. Se questi punti fossero legalità, impegno nel sociale, lotta alla disoccupazione, tutela del Mezzogiorno, difesa dei valori della Destra… sono pronto a discuterne”.

Lei è un imprenditore. Qual è il livello di sviluppo economico della nostra regione?

“Le cose non vanno bene.  E’ evidente. Vendola, prima di fare il leader nazionale, si chieda come mai in Puglia non si viene più ad investire. Non c’è più attrattività. Il progetto Bollenti Spiriti ha portato soltanto a 80 contratti a tempo determinato che stanno per scadere. Quando invece il mio gruppo, negli ultimi anni, ha assunto 200 lavoratori a tempo indeterminato. Va detto anche che noi pugliesi siamo penalizzati da un gap infrastrutturale evidente e abbiamo bisogno di una fiscalità di vantaggio che possa favorire la ripresa degli investimenti. Con tutti questi problemi Vendola farebbe meglio a restare in Puglia, dove, tra l’altro, non ci sono poteri forti che lo ostacolano, anzi c’è molta debolezza in giro”.