Lecce (Salento) – In una nota diffusa oggi la Cgil della provincia di Lecce si schiera apertamente dalla parte delle famiglie di Copertino che ritengono ingiusto l'aumento delle quote mensili presso l'asilo nido comunale.
Nello specifico si contesta la posizione del primo cittadino Giuseppe Rosafio rispetto alla protesta delle famiglie: “Dire che l’asilo nido è un servizio sociale non obbligatorio – così avrebbe risposto alle proteste delle famiglie il sindaco di Copertino - è come dire che per le donne con figli piccoli non è obbligatorio lavorare. È come dire che il livello di crescita occupazione nel territorio e l’esercizio delle pari opportunità per tutte le cittadine e i cittadini non sono affare di un’amministrazione”.
La Cgil della provincia di Lecce ritiene dunque “inappropriata la decisione dell’Amministrazione del Comune di Copertino di aumentare pesantemente (60 euro al mese non sono un lieve ritocco, come sostiene il signor sindaco) le rette per l’iscrizione all’asilo nido, abbassando considerevolmente la soglia minima di reddito. Il tutto, peraltro, senza informare per tempo e nelle modalità dovute le famiglie coinvolte”.
“Il momento di difficoltà, dal punto di vista economico e occupazionale, che i cittadini del territorio stanno vivendo, insieme alla carenza delle strutture sociali, dovrebbero essere cose ben note a chi amministra: non ci sembra che il modo più appropriato per rinvigorire le casse del Comune sia quello di gravare, con ulteriori tasse, sulle spalle delle famiglie con figli”.
Queste scelte secondo la Cgil vanno contro l'interesse delle famiglie e delle lavoratrici e “altro non producono che danni alla società, mettendo davanti a un bivio le giovani donne, costrette a scegliere tra il diritto alla maternità e il diritto al lavoro”.









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