Lecce (salento) - Pietra Leccese: la pietra bianca del barocco dei monumenti che splende con tutta la sua magnificenza e bellezza in ogni angolo del Salento, grazie anche all’opera di imprenditori dell'arte che dal cuore geografico della provincia di Lecce, Cursi hanno estratto la luce calcarea per trasferirla nelle nostre case dando vita a gioielli architettonici di alto valore.
La pietra leccese, unica nel suo genere in quanto di facile lavorazione ma con il pregio di acquistare durezza con il passare degli anni, trova nelle mani e intelligenze delle aziende del settore pieno compimento. Il prezioso estratto, costituito perlopiù da carbonato di calcio di color ambrato, rende questa pietra ancor più bella e viva e di conseguenza richiestissima.
A tal proposito abbiamo incontrato l'ingegner Benito Pitardi proprietario dell’omonima azienda che da generazioni lavora la pietra leccese.
Ingegner Pitardi cosa rappresenta per lei e la sua famiglia la pietra leccese?
Rappresenta un po' tutto, le nostre tradizioni, la cultura salentina con una continua ricerca delle sue radici, la difesa delle tradizioni architettoniche.
Pitardi sinonimo di qualità, ma quando è nato questo binomio?
Nel 1963 mio padre insieme a mio nonno acquistarono a Cursi una segheria per la lavorazione della pietra leccese. Si è partiti così, dalla famiglia dove cinque persone dedite totalmente al lavoro ha nel giro di due anni sono passate a gestire una cava ed oggi, la nostra azienda ha cinquanta dipendenti strutturata in due aziende la “Fratelli Pitardi”, che si occupa dell'estrazione, e la “Pitardi Cava Monti” che invece si occupa soprattutto della trasformazione della pietra. Due aziende leader associate tra l'altro al “Consorzio Promozione Pietra”.
Come avviene l'estrazione della “Pietra leccese?”
Ci sono due modalità di estrazione: quella di tipo tradizionale con i blocchi parallelepipedi 27-37- 50 per i quali si utilizzano delle cavatufi (macchine che ormai vengo utilizzate nella nostra zona da una cinquantina d'anni) oppure l'estrazione di blocchi grandi del tipo 160 -160 che possono raggiungere anche i 3 metri di lunghezza. Elementi che vengono successivamente trasformati e lavorati in lastre di vario spessore che vengono rifiniti da noi o venduti ai marmisti.
Qual è il vostro mercato di riferimento?
Il Salento in primis ma vendiamo anche nel resto della Puglia e poi Sicilia, Calabria, Campania, Toscana, non mancano tuttavia le richieste dal mercato estero.
Quali sono le linee guida del vostro studio di design?
Trattiamo solo pietra per architettura perché è il suo naturale utilizzo. Una scelta di qualità che trova apprezzamento anche dai numerosi riconoscimenti e premi in campo nazionale ed internazionale, come dimostrano i premi che più volte le nostre opere hanno ricevuto. Ad esempio a Torino abbiamo realizzato in pietra leccese il Museo di Arte Contemporanea con un progetto ideato dall'architetto di fama internazionale Claudio Silvestrin. Un qualcosa di unico di cui siamo molto fieri e orgogliosi.
In definitiva come è cambiata l'azienda Pitardi dal 1963 ad oggi?
Il cammino che ha fatto l'azienda nel corso della sua storia è stato quello di industrializzarsi e migliorarsi affiancando sempre le migliori tecnologie e competenze umane che ci hanno permesso di conseguenza di crescere ed affermarci in campo nazionale nel settore della pietra, tant'è che oggi siamo i leader nel settore marmi e pietre ma anche macchinari.
E quindi, potremmo concludere scrivendo “Pitardi, la qualità al servizio dell'arte”.
Sì, è la nostra mission da sempre e siamo fieri di poter dare lustro al nostro amato Salento con la passione per il nostro lavoro.












