Lecce (salento) - Trenitalia, ancora disagi. E il personale ammette: Se protestiamo ci licenziano. Nuovi disagi “serviti” ai passeggeri da Trenitalia. Questa volta la segnalazione giunge da un salentino, il 53enne Tommaso Quarta di Arnesano che, nella notte tra venerdì e sabato ha avuto la sventura di viaggiare sull'Intercity 781 Milano-Lecce con transito a Bologna alle 23,57.
L’uomo si trovava a Bologna dove era giunto lo scorso giovedì sera in aereo con il volo Brindisi-Bologna delle 22,30. Si era recato nel capoluogo emiliano allo spedale Sant'Orsola per controlli abbastanza importanti di natura sanitaria. Non avendo trovato un volo di ritorno, poiché il Bologna-Brindisi non vola di venerdì, ha avuto “l'infelice” idea di tornare a Lecce in treno. Alle 23,57, dunque, è salito nella stazione di Bologna sul Milano-Lecce, provvedendo subito a fare il biglietto sul treno al costo di 46,50 euro.
Nonostante le carrozze fossero occupate in ogni ordine di spazio (corridoi compresi), con la gente che aveva già preso “posto” a terra per dormire, il nostro viaggiatore è riuscito a trovare un posto a sedere nella carrozza 1. Da subito ha avvertito l'assenza totale di aria. Condizionatori fuoriuso, finestrini sigillati, sudore, cattivi odori di ogni genere. Giunto a Pescara alle 3,15, il treno si è fermato per 15 minuti poichè viaggiava con un quarto d'ora di anticipo sulla tabella di marcia. Qui la gran parte dei passeggeri è scesa dal convoglio per godere di una boccata d'ossigeno e protestare generale con il personale di Trenitalia per il disagio.
Lo stesso Quarta ha avuto modo di lamentarsi con un controllore il quale si sarebbe dichiarato anch’egli vittima di questa situazione ammettendo che nemmeno i dipendenti di Trenitalia possono fare qualcosa altrimenti rischiavano il posto di lavoro. “Cose incredibili - ha commentato Quarta - In Italia si progetta il ponte sulle Stretto e si cercano anche notevoli finanziamenti e intanto non ci può muovere nemmeno a piedi. E’ l'ultima volta che prendo un treno. Anzi il mio appello è che in tanti possano fare come me visto che Trenitalia non ascolta i suoi dipendenti, si renderà almeno conto di quanti passeggeri perderà d’ora in avanti”.









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