30 Luglio 2010

Aggiornato:06:40:10 AM GMT

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Disoccupazione record, Pil: meno 5 ‘ma tutto va bene’ (di Franco Antonacci)

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bellanova

L’Istat: Da 40 anni il Belpaese non andava così male. Al di là delle apparenze per l’Istat il 2009 un anno da dimenticare pure per l’aumentata pressione fiscale. L’istituto di statistica ha rivisto al ribasso anche le stime per i due anni precedenti.

Nel 2007 vi è stata una crescita inferiore di 1,5 invece dell’1,6 mentre nel 2008 il calo è stato dell’1,3 contro l’iniziale 1%. E’ andata peggio di quello che ci si poteva immaginare. Certo è roba di frazioni quasi  impercettibili che però danno l’idea del disastro, del baratro in cui si è caduti e che difficilmente se ne uscirà nel giro di poco tempo. Ora vedremo se il parlare soprattutto con i numeri, freddi ma oggettivi, che tanto piacciono al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per rafforzare le sue argomentazioni in campo  economico oppure giudiziario hanno la stessa equivalenza.

Crolla il Pil e aumentano disoccupazione e pressione fiscale: e' la fotografia dell'economia italiana scattata dall'Istat. Nel 2009 il prodotto interno lordo e' diminuito del 5%. Non era mai andata cosi' male da circa 40 anni e precisamente dal 1971, inizio delle serie storiche. Le ultime previsioni indicate nell'aggiornamento al Programma di stabilita' italiano indicavano un Pil in calo del 4,8% mentre la stima provvisoria dell'Istat una diminuzione del 4,9%. L'Istituto di statistica ha anche rivisto al ribasso le stime 2007 e 2008: rispettivamente da +1,6% a +1,5% e da -1% a - 1,3%. Vola invece a livelli record il tasso di disoccupazione che a gennaio si e' attestato all'8,6% con una variazione congiunturale sostanzialmente nulla ma in aumento dell' 1,3% rispetto allo stesso mese del 2009. Si tratta del livello piu' elevato dal gennaio 2004 (inizio della serie storiche) quando il tasso di disoccupazione si era attestato all'8,3%.

Sono oltre 2 milioni le persone in cerca di occupazione, in crescita dello 0,2% (+5 mila unita') rispetto al mese precedente e del 18,5% (+334 mila unita') rispetto a gennaio dello scorso anno. Da gennaio 2009 sono andati in fumo 307mila posti di lavoro mentre il tasso di disoccupazione giovanile, nel primo mese del 2010 e' risultato pari al 26,8%, con una crescita di 0,3 punti percentuali rispetto a dicembre e di 2,6 punti percentuali rispetto a gennaio 2009. Per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, i dati confermano "i livelli di disoccupazione gia' evidenziati nei mesi precedenti " e si conferma altresi' "l'importanza dell'esteso impiego di ammortizzatori sociali e contratti di solidarieta' che conservano i rapporti di lavoro, mantenendoci cosi' significativamente al di sotto della media dell'Eurozona".

Tornando ai conti pubblici, l'indebitamento netto in rapporto al Pil e' risultato nel 2009 pari al 5,3%, superiore a quello registrato nell'anno precedente, pari al 2,7%. Vola anche il debito/Pil che ha raggiunto quota 115,8% al termine del 2009 sulla base dell'ultime stime elaborate dalla Banca d'Italia che indicavano un debito a 1.761,191 miliardi di euro. Brutte notizie sul fronte del fisco: la pressione fiscale complessiva si e' attestata al 43,2%, superiore di 3 decimi di punto rispetto al valore del 2008 (42,9%). Le entrate totali, pari al 47,2% del Pil, sono diminuite dell'1,9% rispetto all'anno precedente (erano cresciute dell'1,1% nel 2008). La piu' contenuta riduzione delle entrate complessive rispetto alle entrate correnti e' dovuta, secondo l'Istat, all'aumento di introiti di carattere straordinario in conto capitale. In particolare i prelievi operati in base allo scudo fiscale per un importo di circa 5 miliardi di euro. Per quanto riguarda invece le uscite totali sono  risultate pari al 52,5% del Pil (49,4% nel 2008), con un aumento del 3,1% rispetto all'anno precedente.

Ironico e amaro nel contempo il commento dell’on. Teresa Bellanova, Pd. “Va tutto bene, il Paese va a gonfie vele. Basta con questo complotto comunista che ribalta la realtà. I soliti istituti bolscevichi tentano di screditare l’ottimo operato del governo Berlusconi per contrastare la crisi. Crisi che, oltretutto, continua a non esistere, essendo un mero effetto psicologico”. Effettivamente qualche settimana fa fu Bankitalia a essere rimbrottata dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per avere peggiorato, dal suo punto di vista, il dato sulla disoccupazione che includeva anche i cassintegrati che, sebbene non siano persone a spasso non sono nemmeno al lavoro anche se percepiscono la cassintegrazione. Non ci uniamo nel commento finale alla Bellanova. Resta però ancora una volta la stridente contraddizione tra numeri ufficiali, e la messianica attesa per la cosiddetta ripresa in arrivo.