30 Luglio 2010

Aggiornato:06:40:10 AM GMT

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‘La Regione fermi le centrali biomasse nel Salento’

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giuseppaserravezza

Lecce (salento) - Il presidente della Lilt provinciale di Lecce, dr. Serravezza scrive una lettera al presidente della Regione, Vendola e al direttore Arpa, Assennato, per un no a Casarano. Basta centrali a biomasse in Puglia e nel Salento in particolare.

All’indomani della Conferenza dei servizi sulla centrale a biomasse “Heliantos 2” che la società Italgest Energia, di cui era presidente sino a poco prima dell’elezione il sindaco Ivan De Masi, intende realizzare a Casarano il dr. Giuseppe Serravezza, presidente Lilt provinciale di Lecce, ha inviato una lettera aperta al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in cui si ribadiscono i pericoli per la salute umana.

Anche perché durante la Conferenza il progettista della Italgest, l’ing. Marena, ha fatto di tutto per  difendere la tesi della legittimità della filiera lunga. Ovvero di approvvigionare la centrale importando oli vegetali dal resto del mondo. Mentre nel caso della centrale a biomasse di Lecce città Italgest si era detta disposta a promuovere la filiera corta, ovvero di bruciare oli e scarti prodotti, per Casarano, invece, l’azienda si è difesa sostenendo di non essere tenuta al rispetto dei limiti previsti dalla legge regionale 31 del 2008 perché un progetto anteriore. “Non ci siamo ancora espressi in merito - ha dichiarato il direttore generale Arpa, prof. Giorgio Assennato - perché la documentazione presentata da Italgest scarsa e pervenutaci in ritardo e per questo abbiamo chiesto di integrarla.  Sino ad allora - ha concluso – il nostro parere è sospeso”.

“Come è noto - afferma Serravezza nella lettera a Vendola e ad Assennato – la Commissione Europea per l’Ambiente ha richiamato più volte il nostro Paese a ridurre le emissioni inquinanti (soprattutto CO2) di oltre il 13% entro il 2012, pena la comminazione di multe che oscillano tra gli 8 e i 12 miliardi di euro. La Regione Puglia, in proposito, ha una grave responsabilità, perché, in base ai dati INES (cfr. il recente documento “Le emissioni industriali in Puglia – Rapporto sulle emissioni in atmosfera dei complessi IPPC”, a cura dell’ARPA Puglia - http://www.arpa.puglia.it/uploaddocumenti/EMISSIONI%20%20IN%20PUGLIA%20.pdf) risulta detenere in Italia il triste primato in ordine all’emissione in atmosfera di CO2 , diossina, IPA, ossidi di azoto, benzene, ossidi di zolfo, monossido di carbonio e PM. E’ noto, d’altro canto, come nel Salento ed, in generale, in Puglia, siano all’odg ed oggetto di un intenso, appassionato e partecipato dibattito, numerose richieste di impianti per la produzione di energia da pretese “fonti rinnovabili”. In particolare, chi ha progettato centrali elettriche alimentate a biomasse (nel solo Salento si contano decine di impianti in attesa di autorizzazione), le ha presentate ai cittadini ed all’opinione pubblica, grazie ad un’abile campagna di marketing, quali fonti di produzione di energia “pulita”, che avrebbero contribuito virtuosamente a ridurre le emissioni globali. Egregio Signor presidente, siamo in realtà in presenza di una contraddizione grande quanto il sole ! Come si fa, in nome del “rispetto del Protocollo di Kyoto”, ad immettere in atmosfera ulteriori emissioni inquinanti, proprio nella nostra Puglia, che già paga un tributo tanto pesante ? E’ sostenibile che, in nome del profitto (gli introiti dei “certificati verdi”), e al di fuori di qualsiasi ragionevole programma di sviluppo, ci si faccia beffe del diritto dei cittadini alla salute e ad un ambiente pulito ? Chiedo pertanto a Lei ed al prof. Assennato, in nome dell’antico e consolidato rapporto di reciproca stima ed amicizia, di adoperarVi, dall’alto della Vostra autorevolezza, per mettere la parola “fine” a questa proliferazione selvaggia di impianti dannosi ed inutili, che finiranno per deturpare il nostro territorio ed arrecare danni irreparabili alla salute nostra ed a quella delle generazioni che verranno”.