Puglia - “Nel 2005 uno dei primi atti del neo-eletto Vendola non fu, come si era impegnato a fare, l’abolizione del Piano ospedaliero di Fitto che infatti è sopravvissuto fino ad oggi sia pur non attuato, ma il dissolvimento in una legge sui servizi sociali della legge sulla famiglia che pure aveva ottenuto il plauso pubblico di Giovanni Paolo II”.
È quanto dichiara il consigliere regionale PDL Saverio Congedo, e continua: “Nel 2010 il rieletto Vendola ha esordito assumendo il ruolo di primo della classe nell’utilizzo della pillola abortiva RU486, inserendo nella sanità pugliese una metodologia comunque abortiva senza le massime garanzie per la salute della donna e con effetti sui nascituri ancora più crudeli di quelli degli aborti in quanto tali. Peraltro, con una distorta applicazione della Legge 194 che dovrebbe essere attuata nel suo spirito originario e nella sua interezza, a partire da quelle sue parti che si pongono al servizio della donna stessa per aiutarla ad accettare, pur nel rispetto della sua libertà di scelta, una gravidanza a cui è affidata comunque una vita umana”.
Un provvedimento – prosegue Congedo - contro il quale la coscienza dei Cristiani dovrebbe insorgere senza se e senza ma, ed invece abbiamo atteso invano un qualche pur timido segno di dissenso da quei “cattolici” che lo hanno votato, scambiandolo e facendolo scambiare per un apostolo sia pur originale della Fede in quella che dovrebbe essere, prima di tutto, la Religione della Vita e della tutela degli inermi.” Questa la sua conclusione.












