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| Tac, Adelchi sprofonda In cinquecento restano a casa |
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(Pierpaolo Spada) Revocato anche il rientro dalla “cassa” dei dipendenti della Crc previsto il 15, a Tricase, l'allarme-lavoro da ieri è tornato drammatico. Adelchi, gruppo calzaturiero del Salento, ha comunicato proprio ieri ai sindacati di categoria l'impossibilità a procedere. Il motivo di base è la crisi. Manca il lavoro e soprattutto non c'è liquidità, perché le banche non concedono accesso al credito. Nel 2008, ha dichiarato il patron Sergio, l'azienda (compreso l'indotto) avrebbe perso ben 25 milioni di euro in fatturato. Dunque, fermarsi, è la parola d’ordine, come purtroppo sta avvenendo in quasi tutte le aree di produzione. I sindacati sono allarmati, non si aspettavano certo positive novità, ma quantomeno la conferma del rientro parziale dei lavoratori. Pertanto, per mercoledì prossimo, hanno immediatamente convocato l'assemblea dei lavoratori negli stabilimenti del gruppo, a partire dalle ore 10. Ciò che con forza, FilteaCgil, UiltaUi e FemcaCisl chiedono è che si proceda sfruttando gli strumenti ordinari. Perché la richiesta che Adelchi Sergio, proprio ieri davanti ai sindacati, ha avanzato è di cassa integrazione straordinaria. Tutto l'indotto Adelchi, a Tricase, è in profonda crisi. Ed era preventivabile, probabilmente da mesi. Ma la mancanza di commesse-lavoro e di liquidità, a questi livelli, è qualcosa che il gruppo sta comunicando solo adesso. Qualche mese fa, il gruppo parlava addirittura di ottimi risultati con la nuova scarpa “Air System”. Adesso, probabilmente, anche per loro, l’impatto della crisi si avverte devastante. Gli stabilimenti sono praticamente vuoti. Non sono ancora chiusi – dicono i sindacalisti – ma, in pratica, ci lavorano pochissimi addetti. Crc, GscPlast e Nuova Adelchi: complessivamente parliamo, di oltre 500 lavoratori in situazione di assoluta difficoltà. Va ricordato, per capire le future intenzione di Sergio, che già il 1 giugno il gruppo aveva fatto saltare il rientro dei lavoratori della GscPlast. E allora, il nodo da sciogliere, prima di tutti gli altri, è: come ammortizzare l’attuale defaiance del gruppo, leader nelle calzature nel Salento fino a pochi anni fa? Come ha dichiarato il segretario della UiltaUil Franco Nastrini, l'intenzione è di restare in regime ordinario. Sbloccare ora la cassa integrazione straordinaria significherebbe, infatti, “scoprirsi” in vista dei prossimi mesi, del dopo-estate, che si preannuncia certo non più felice del periodo che tutto il Paese, dunque anche Puglia e Salento, sta vivendo. L’ultima rilevazione del Pil (ieri) è indice abbastanza significativo per eluderlo: - 6%. Dunque, ha aggiunto Nastrini “aspettiamo di capire come si muoverà anche il Governo, se provvederà ad estendere la cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane”, il che aiuterebbe non poco a evitare di “sforare”. Fare previsioni, ormai, però, lo si è capito, adesso, è davvero impossibile. Ma ad averne fatto cenno è stato proprio il patron Sergio ieri. Ai sindacati, Adelchi Sergio ha dichiarato di essersi già mosso per ovviare in qualche modo alle perdite. Ha assicurato di essersi rivolto direttamente al ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, al quale avrebbe presentato un progetto per la promozione e la diffusione del nuovo marchio e del nuovo modello di scarpa, che il gruppo ha pensato e redatto per risollevare le proprie sorti, a picco ormai da due anni. Ma, come ha dichiarato poi Giuseppe Guagnano, segretario FilteaCgil, questo progetto nessuno lo ha visto. I sindacati lo avrebbero anche richiesto per visionarlo, e da diverso tempo, ma niente. Il progetto se esiste c'è l'ha nelle sue mani solo il ministro Scajola. La richiesta di cassa integrazione straordinaria avanzata dal gruppo di Tricase sarebbe legata proprio a questo progetto di “rilancio”. Mercoledì in fabbrica, tutti i lavori impiegati da Sergio saranno informati sulla situazione e su tutte le iniziative che, in condivisione, decideranno di assumere i sindacati. In più di 500 aspettano di capire quale futuro li attende. |




Lecce (salento) - Tricase, revocato pure il rientro alla Crc previsto per lunedì. Il patron Sergio: “Persi 25 milioni di euro nel 2008”. Sindacati in allarme dopo l’incontro di ieri. Immediata convocazione dell’assemblea per il 17. Il motivo principale è la crisi: “Nel Salento manca il lavoro e non c’è liquidità di denaro”.

