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Gatti randagi di Lecce abbandonati. L'Oipa scrive una lettera di protesta al sindaco

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“E' con grande apprensione ed indignazione che scriviamo a Lei, signor Sindaco, dopo che da mesi seguiamo da tutta Italia le sorti dei suoi gatti e cani randagi sul territorio”. Si apre così la lettera inviata dall'Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali sezione Bergamo e provincia, e indirizzata al primo cittadino di Lecce, Paolo Perrone e all'assessore al Randagismo, Alfredo Pagliaro e per conoscenza al Prefetto di Lecce e alla polizia locale.

Una missiva inoltrata in quanto l'amministrazione comunale, a quanto pare, non ha mantenuto le promesse concordate. Il tutto si riferisce ad una richiesta del novembre 2011 in cui al Comune è stato chiesto di accudire i circa 250 gatti randagi della città di Lecce. Una richiesta fatta a seguito del cattivo stato di salute di una signora anziana leccese, tra l'altro con risorse economiche limitate, che sino a quel momento aveva provveduto ad accudire le colonie di gatti sparse sul territorio urbano di Lecce.

Nel corso di questi mesi l'amministrazione lecce ha disatteso gli impegni tant'è che si legge nel passaggio centrale della lettera dell'Oipa indirizzata al sindaco di Lecce: “Tornando a novembre 2011, vista l'emergenza immediata di nutrire e gestire tutti questi esemplari, calcolati in circa 250 gatti, in attesa che il Sindaco prendesse misure d'intervento, ci si era mobilitati numerosi, da ogni parte d'Italia, per tamponare il problema, mandando fondi sotto forma di donazioni dei cittadini che permettessero di acquistare sul posto il cibo per gli animali.

A Gennaio 2012, grazie alla collaborazione del vostro Assessore al randagismo Dr. Pagliaro, si era giunti, in sede di incontro tra Comune e volontari animalisti tra i quali il referente della Protezione Animali Dr. Antonio Menduni e l' associazione animalista Lav, ad un accordo che prevedeva, finalmente, la presa in carico dell'onere di accudire, nutrire, sterilizzare e vaccinare i gatti,  ma anche tutti i cani randagi sparsi sul territorio, da parte del Comune di Lecce, come da legittima competenza.

Ieri, 7 febbraio 2012,  nonostante tutto quanto premesso, ci sono arrivate decine e decine di telefonate e segnalazioni da parte dei suoi cittadini che riferiscono che, esaurito ora il fondo per il randagismo a disposizione dell'Assessore dr. Pagliaro, il Sig. Sindaco ha negato qualsiasi responsabilità in merito alla gestione dei suoi animali randagi, anticipando già da ora quello che sarà il suo pubblico rifiuto di gestire gli animali di fronte all'assemblea della Giunta prevista per lunedì prossimo 13 febbraio 2012.

Il Sig. sindaco sa che i cittadini che ora stanno lottando per questi animali e ci riferiscono l'atteggiamento e la noncuranza del loro sindaco nei confronti degli stessi, saranno le stesse persone che dovrebbero votarlo nelle vicine elezioni della primavera 2012?”

Si continua leggere, inoltre, nei successivi passaggi della lunga lettera sfogo dell'Oipa: "Cio' che sta succedendo non fa sicuramente onore a questo Sindaco, che dimostra di fregarsene delle leggi calpestando ogni diritto di questi suoi randagi. Ci riserveremo il compito, qual ora questo problema non venisse immediatamente e definitivamente risolto, di fare propaganda di fronte a tutta la regione Puglia ed a tutta l'Italia delle gesta del Sig. Sindaco! Che ne sarà dell'immagine di Lecce considerata una delle mete piu' interessanti a livello mondiale in quanto a patrimonio storico, artistico e culturale ? i turisti saranno ancora così ben disposti a visitare una città etichettata come “la bella Lecce che fa morire di fame i suoi randagi ?!”

Così come il mondo sta boicottando,ad esempio ,il turismo in Spagna proprio a causa degli orrori perpetrati a danno degli animali randagi  ed incentivati dal governo spagnolo, non teme che la stessa cosa succederà alla città di Lecce?

E’ doveroso ricordare che l’indifferenza del sindaco nei confronti degli animali randagi dimostra  una mancanza di applicazione di quelle leggi che sono state fatte per la tutela ed il benessere degli animali, con la brutalità che le accompagna nel non rispettarli, agendo, al contrario per delegittimarle. Tutto questo nella totale assenza delle istituzioni, del sindaco responsabile, quale primo cittadino, sicuramente  lontano  dalla conoscenza di quelli che sono i diritti degli animali!!!

Il sindaco ha il dovere e la responsabilità civile, di quello che accade sul suo territorio, ed il suo compito e': favorire e diffondere i principi di corretta convivenza con la specie umana dando ai suoi animali il diritto di vivere perchésono animali del suo territorio, e agire diversamente denota una cattiveria vergognosa ed inaudita!!!

Tutto questo in disaccordo con la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali, proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell'Unesco a Parigi, e con la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia di Strasburgo del 1987. Il Sindaco, in base agli articoli 823 e 826 del Codice Civile, esercita il dovere di sostentamento e  la tutela delle specie animali presenti allo stato libero nel territorio comunale, perché questi animali sono per Legge riconosciuti come beni di  demanio pubblico; i beni di demanio pubblico sono inalienabili e spetta all’autorita’ amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico!!!.

Il Sindaco, in base alla l. 281/91 ed alla L.R. 3/95 promuove e disciplina la tutela degli animali d'affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono. Questo è il ruolo del Sindaco. Il Sindaco avrà la responsabilità di coordinare, gestire e sovvenzionare i volontari che, sul territorio, si prenderanno cura delle colonie feline e dei cani randagi non immessi in strutture quali canili o rifugi.

Ricordiamo infine l’Ordinanza del 16 luglio del 2009 del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali che, nell’art. 1, prevede “l’affidamento del servizio di Mantenimento, gestione, microchippatura e sterilizzazione dei cani randagi posto sotto la responsabilità dei Comuni”.

A questo punto non resta che ascoltare la replica del sindaco, Paolo Perrone, in merito a come provvedere nel modo migliore alla tutela dei tanti gatti rangadi di Lecce.

 Foto di repertorio