LECCE - Nell’ultima settimana utile di campagna elettorale per le primarie del centrodestra gli sfidanti di Paolo Perrone iniziano a giocare duro. Dopo un periodo di calma apparente Gigi Rizzo torna a criticare la maggioranza di cui fa parte.
“Ho fondato nel ‘93 il primo circolo di Forza Italia, poi ho incontrato Casini, ma sono stato sempre di centrodestra: ho lasciato l’Udc perché volevo rimanere dove sono sempre stato. Il problema del Pdl è che cercano di imporre le decisioni dall’alto e io non ci sto. Mi sono candidato perché rappresento la voce critica di questo partito. Non voglio fare il burattino”.
Per il terzo, in ordine di tempo, candidato alle primarie del centrodestra la conferma della mancanza di democrazia interna al partito si è palesata il giorno dopo il suo annuncio di candidarsi: quando il senatore Gallo lo voleva mettere fuori dalla corsa. “Mancanza di coinvolgimento a livello di gente, infierisce Rizzo, e mancanza di coinvolgimento a livello politico: sono presidente della Commissione Bilancio da due anni e i provvedimenti non sono stati mai comunicati né concordati: mi hanno messo sempre di fronte al fatto compiuto passandomi le carte all’ultimo momento, senza darmi la possibilità di studiarle, con l’unico intento di farmele approvare”.
Insomma, il presidente della Commissione Bilancio rilancia le sue accuse e punta il dito contro una parte della maggioranza di Palazzo Carafa, senza aver timore di lanciare un assist alla sinistra, e torna a parlare di atteggiamenti clientelari. “Faccio un esempio – chiosa Rizzo – questa mattina sul sito on-line del Comune è uscito, in evidenza, un bando per l’assegnazione dei locali della villa comunale per una ludoteca: assegnazione in comodato a una cooperativa, a una associazione. Il bando scade tra due giorni: è evidente che chi sapeva è andato a vedere. Ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che è uscito on-line il 15 gennaio, ma, stranamente, il motore di ricerca del sito del Comune mette in evidenza le notizie quando stanno per scadere, a due giorni dalla fine. E sapete come andare a trovare un bando? Uno dovrebbe andare a cliccare sulla scritta ‘archivio’: in italiano nell’archivio ci sono le cose vecchie classificate e raccolte”. Gigi Rizzo ci vede una furbata dietro questo sistema, una volontà di non rendere palesi i bandi.
Nell’intervista realizzata, in mattinata a Canale 8, il rappresentante della corrente Giovanardi si scaglia anche contro il piano delle alienazioni: “Gli immobili del Comune, strumentali all’attività dell’Ente non possono essere venduti e non si può cambiare la destinazione, lo dice la legge. Noi abbiamo venduto due immobili: l’ufficio tributi di via De Palumbo e alcuni uffici della Lupiae Servizi, tutt’ e due strumentali. Risultato: abbiamo fatto qualcosa che la legge ci impediva di fare. Poi, abbiamo deciso di prendere due immobili in affitto. E’ un modo di fare politica che non condivido”.
Anche Paolo Pagliaro in mattinata ha bacchettato Perrone: “In campo ci sono le solite corazzate, con i vecchi sistemi clientelari: io sono il cambiamento”. Oggi leader di Apl parla di grande assonanza con Adriana Poli Bortone e annuncia: “Solo io posso unire la destra leccese. Chi sa leggere tra le righe delle dichiarazioni di Adriana Poli ha capito che lei, il 26 febbraio, se io non dovessi vincere le primarie, correrà da sola contro il centrodestra”. In effetti, la via di uscita dall’impasse, se la senatrice non riuscisse a chiudere l’accordo con Gabellone, per Io Sud sarebbe la corsa solitaria, possibilmente anche in compagnia dei centristi, che per il momento non riescono a superare lo scoglio della sinistra radicale. Pagliaro sa che il voto di Io Sud, dei centristi e degli scontenti del Pdl potrebbe fare la differenza alle primarie: per questo flirta con la senatrice e con Aldo Aloisi, il leader di Azzurro Popolare, che ultimamente ha polemizzato con il Pdl. “Attenzione agli amici del popolo delle Libertà- avverte Pagliaro - perché non ce ne facciamo niente della vittoria di Pirro: per vincere contro il centrosinistra bisogna dare discontinuità e unire tutto il centrodestra”.
Per il candidato alle primarie del centrodestra non esiste nessuna incompatibilità tra l’idea della Regione Salento e il Pdl: Pagliaro è sicuro che le passate decisioni, che hanno bocciato l’idea della autonomia del Salento, erano imposte dall’alto, ma oggi, da Perrone a Fitto, nessuno si metterebbe più di traverso.
Sull’uscita di Buccoliero il leader di Apl è lapidario: “Ha voltato le spalle perché gli è andata male: era convinto che Perrone non avrebbe concesso le primarie, ma so che resta sempre un moderato”. Pagliaro ostenta sicurezza: è sicuro che una sua vittoria cambierebbe tutto e riporterebbe il popolo dei moderati nel centrodestra leccese.
Paolo Perrone, intanto, sfodera l’artiglieria pesante stringendo attorno a sé tutti i vertici del partito, in occasione dell’inaugurazione domenicale del suo comitato: un bagno di folla che lui ha interpretato come la conferma della sua forza. Per il sindaco tutta quella gente e la presenza massiccia di consiglieri, parlamentari e assessori è la conferma che il partito è con lui. Il sindaco uscente è sicuro di poter smantellare le critiche interne, che considera flebili, a colpi di voti.
Gaetano GORGONI














