NARDO’ (Lecce) – Un libro a quattro mani per raccontare la storia di “piccoli profughi” (di Oistross Edizioni 2011) che come in un mosaico mette insieme tanti pezzi. Una sorta di diario di bordo che con tono da favola ricuce le storie narrate da due voci, quelle dei due protagonisti, Alessandro Santoro ed Edison Duraj.
I due ragazzi si conoscono al laboratorio teatrale che portava avanti con slancio e passione, Sandro, regista teatrale presso la Scuola Media "A. Galateo" di Lecce. La lingua, le origini e le differenze culturali non allontanano i due ragazzi, anzi li avvicinano sempre di più per dialogare in dodici capitoli di tutto quello che accade loro.
E come nel testo cervantiano, i protagonisti non si chiudono in sé stessi ma aprono le porte narrative ad altri autori che si mettono sul loro viaggio fatto di partenze e arrivi. Una trama corale, insomma, che tratta il tema dell’integrazione, considerato che Edison all’età di nove anni sbarca su un gommone sulle coste del Salento.
Il giovane albanese perciò, si fa carico della sua esperienza e di quella di chi aveva tante speranze e sogni, ma ora giacciono tacite nel “cimitero del mare”. Per dar voce a queste realtà “Piccoli profughi” mette insieme narrazioni di esclusioni e accoglienze, e tutto questo è stato delineato durante la presentazione del libro, presso la stazione Ics. È stato proprio il casello ferroviario, prestato ora alla cultura a divenire il luogo “ad hoc” per parlare di un libro che racchiude nelle sue pagine tante partenze ed arrivi.
Al tavolo dei relatori: il Sindaco di Nardò, Marcello Risi, la docente di Letteratura albanese dell’Università del Salento, Monica Genesin e Paola Martino dell’associazione Oistros.
La docente Genesin nel ricucire i vari pezzi della storia ha individuato anche l’universalità dei sentimenti: “Ovviamente non si possono paragonare le storie di Sandro ed Edison in quanto il primo porta con sé la sua esperienza di studente universitario in Danimarca, l’altro di profugo. Però, in entrambi i casi soffrono la separazione dalla loro terra d’origine e dagli affetti. Un viaggio che comunque, esorta con tono da favola ad andare lontano e non voltarsi indietro”.
“Questo è un libro toccante – ha evidenziato il sindaco, Marcello Risi - che pone al centro dell’attenzione vicende che non si possono dimenticare. Il Salento è destinato ad essere terra di accoglienza, e la nostra Città si caratterizza anche come apertura con altre comunità. Nel periodo della raccolta delle angurie che prevede un grande impiego di mano d’opera, abbiamo sperimentato il campo di accoglienza della Masseria Boncuri, dove i migranti quest’anno per la prima volta hanno alzato la voce per far rispettare i loro diritti di lavoratori”.
Inoltre, nel corso della presentazione del libro Sandro Santoro ha precisato che la storia di Edison non deve essere strumentalizzata: “Non deve essere letta nell’ottica del buonismo e pietismo e non deve neanche finire preda di personaggi cannibali istituzionali, ma deve solo far riflettere ed aprire le menti”.
E non è mancata l’occasione di far vedere qualche stralcio anche del film, sempre su questo libro, di quando nel 2008 Edison fa ritorno in Albania per il capodanno con al seguito una troupe cinematografica. Tenerezza ed un crocevia di emozioni sono arrivate a chi dall’altra parte può solo provare ad immaginare una realtà tanto difficile.
Alcune notizie su Oistros Edizioni
La nuova casa editrice è nata prima di tutto per rendere leggibili le tracce del lavoro dell’Oistros nel teatro, nel processo d’integrazione dei diversi, nella riscoperta delle culture del territorio. Il gruppo fondato da Gino Santoro, su sollecitazione di Sandro D’Amico e con la guida di Giorgio Pressburger, oltre quaranta anni fa, ha svolto in questi anni un prezioso lavoro di raccordo tra la ricerca accademica e il lavoro sul campo. Basti pensare al progetto “Teatro in un territorio senza teatro” realizzato insieme all’Odin Teatret a Carpignano Salentino da giugno a ottobre del 1974 o a “Il ragno del dio che danza” da aprile a ottobre del 1981.
Oistros Edizioni è il frutto della collaborazione tra Antonio Rollo, artista del computer, Alessandro Santoro, regista teatrale ed insegnante precario e Martin Petrič, disegnatore e tipografo sloveno. Insieme lavorano sulla responsabilità sociale della comunicazione attraverso la diffusione di storie e ricerche in forma di libro stampato e libro digitale.
Paola De Pascali














