LECCE – Trenta anni di carcere sono stati chiesti dal sostituto procuratore della repubblica di Lecce, Guglielmo Cataldi, per Giampiero Mele, 27enne di Taurisano, accusato di avere ucciso il figlio Stefano di soli due anni, il 30 giugno 2010.
La richiesta della pubblica accusa è stata formulata davanti al gup Carlo Cazzella, dinanzi al quale si sta svolgendo il processo con rito abbreviato al giovane padre accusato di omicidio volontario, aggravato dall'aver agito con premeditazione, con crudeltà nei confronti di un essere indifeso e per futili motivi.
Il delitto avvenne nell'abitazione dei nonni del piccolo Stefano, a Torre San Giovanni nel comune di Ugento. Secondo la ricostruzione accusatoria, Giampiero Mele avrebbe premeditato l'omicidio, recandosi nella stessa giornata a comprare la corda e il taglierino con cui prima cercò di impiccare il figlio e poi gli tagliò la gola.
Dopo l'arresto, il padre del bambino cercò di togliersi la vita e per questo fu dichiarato incompatibile con il regime carcerario e ricoverato in una clinica psichiatrica di Bari, dove si trova tutt'ora.















