LECCE - È slittato al 15 giugno per un difetto di notifica il processo dinanzi al Tribunale di Maglie che vede parte offesa Karima El Marhoug, l’avvenente marocchina finita alle cronache come Ruby Rubacuori, per la sua vicinanza all’ex premier Silvio Berlusconi.
In quella stessa data si terrà anche l’udienza in cui la ragazza è imputata per ingiurie e minacce ai danni di Mino Brandolino, gestore del noto locale “Tempo Zero” di Maglie, dove sarebbe avvenuta la furiosa lite che ha dato origine ai due procedimenti. A far nascere la discussione fu il ritardo con cui Ruby si presentò nel lounge bar e l'intenzione del gestore di non pagarle la somma pattuita. Per questo la giovane marocchina sarebbe andata su tutte le furie offendendo l’uomo (con frasi del tipo “tu non sai chi sono io. Ho messo in ginocchio l’Italia e Berlusconi, figuriamoci se non metto in ginocchio anche te. Ti faccio passare i guai, stai attento”) che accusò un malore e fu soccorso dai sanitari del 118. Dal canto suo, invece, Ruby ha querelato, attraverso il suo avvocato Tony Indino, il proprietario dell’attività Silvano Turco che le avrebbe detto: “Chiamo i buttafuori. Da qua non ne uscite vivi”.
Ver.Val.















