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Thu17052012

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Giustizia: nel distretto di Lecce in aumento reati sessuali ed estorsioni

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LECCE - "Allarme e preoccupazione" per il numero di reati sessuali e di pedofilia scoperti nel Distretto della Corte d'appello di Lecce, sono stati espressi dal procuratore della Repubblica Cataldo Motta, nella relazione consegnata per l'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Particolarmente significativo, a detta del magistrato, risulta il numero di violenze sessuali ai danni di minori di 14 anni, mentre il numero complessivo delle notizie di reato (115) risulta uguale all'anno precedente. Particolarmente alta, inoltre, e' la percentuale dei reati per cui sono stati identificati gli autori (96 su 115, pari all'85%), "a testimonianza - afferma Motta - del livello di professionalita' raggiunto alla polizia giudiziaria e dai magistrati dell'apposito gruppo di lavoro". Inoltre, secondo il capo della Procura salentina, si deve ritenere che il fenomeno dei reati sessuali "sia di ampiezza ancora maggiore e resti nella gran parte sommerso, si' da richiedere un'adeguata e costante attenzione, formazione e sensibilizzazione dei diversi attori sociali, affinche' tempestivamente possano cogliere i segni delle violenze subite dalle vittime". Infine, dai numeri forniti dalla Procura emerge che, nel 2011, sono aumentati del 30% i reati "persecutori", ovvero lo stalking, dal momento che sono stati iscritti 215 procedimenti, a fronte dei 168 dell'anno precedente.

Le estorsioni commesse con metodo mafioso, nel Distretto della Corte d'appello di Lecce (che comprende le province di Lecce, Brindisi e Taranto), nell'ultimo anno sono aumentate del 140%. Lo scrive il procuratore capo della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, nella sintesi dell'attivita' della Procura consegnata in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario , ricordando che dal 1 luglio 2010 al 30 giugno 2011 sono stati iscritti nel registro delle notizie di reato 208 delitti di estorsione, 60 dei quali commessi con metodo mafioso o per agevolare la Scu. Il dato statistico, tuttavia, secondo il magistrato non fornisce un quadro preciso della realta' salentina rispetto al fenomeno estorsivo, che continuerebbe ad essere in parte sommerso, cosi' come accade per l'usura. In merito a quest'ultima tipologia di reato, Motta ha evidenziato come la situazione di crisi generalizzata vissuta anche dai pugliesi "ha spostato il ricorso al credito da quello bancario a quello delle imprese finanziarie e dell'usura, spesso praticata dalle stesse finanziarie, talvolta non estranee alla criminalita' organizzata".

Dalle indagini della Procura distrettuale antimafia e' emerso anche che i gruppi della Nuova Scu , oltre che alle tradizionali attivita' (usura, estorsioni, traffico di stupefacenti) , si dedicano anche ad attivita' apparentemente legali quali la gestione di esercizi commerciali e supermercati e di centri scommesse. In particolare, come emerso da una recente inchiesta, il clan Tornese di Monteroni negli ultimi anni avrebbe controllato una cinquantina di agenzie in provincia di Lecce, in cui venivano riciclati tramite il gioco soldi di dubbia provenienza. Un'altra attivita' che, secondo il capo della Dda, viene utilizzata dai clan del sud della Puglia per riciclare i proventi di attivita' illegali e' il calcio. Dalle indagini sono emersi, infatti, "rapporti di esponenti di ambienti criminali gia' condannati per associazione mafiosa, con le societa' titolari di squadre di calcio".L'obiettivo che si perseguirebbe stringendo tali legami, oltre il riciclaggio del denaro, sarebbe quello di "accreditare l'immagine pubblica di esponenti vicini alla Scu, stante il diffuso interesse che suscitano gli eventi calcistici".