giulio-andreotti_620x410LECCE – Grande cordoglio dal mondo politico salentino per la morte, a 94 anni, del senatore a vita Giulio Andreotti che ha segnato la storia della vita politica e istituzionale del Paese finendo col diventare un vero e proprio simbolo della Prima repubblica e incarnandone gli aspetti sostanziali.

“Da qualunque angolazione politica si osservi questo momento epocale – è il commento del presidente della Provincia Antonio Gabellone – con la morte di Giulio Andreotti il nostro Paese perde uno statista indiscusso e un protagonista della storia politica nazionale, europea e internazionale, dal dopoguerra agli anni 90. Presidente del Consiglio nei mesi del rapimento Moro, con il Paese sull’orlo della guerra civile, Andreotti e’ stato abile districatore di vicende internazionali e autore di mediazioni estenuanti, materie in cui era fortissimo, oltre che uomo di un partito, la DC, che ha segnato la storia della nostra Repubblica”.

“Giulio Andreotti – ha dichiarato Rocco Palese, parlamentare Pdl – è stato un interprete di primo piano della storia italiana dal dopoguerra ad oggi, un grande statista che ha contribuito alla ricostruzione dell’Italia ed ha rappresentato il nostro Paese con grande spirito di servizio e alto senso delle Istituzioni. I giudizi su di lui non sono certo unanimi, come sempre accade a chi tanto fa nella vita, ma al netto di tutto questo, certamente è stato uno dei costruttori dello stato sociale, democratico, economico nel nostro Paese”.

“Al di là del pensiero positivo o meno che si possa avere su Andreotti resta il fatto che il senatore della Dc è stato un assoluto protagonista della vita politica italiana. Maestro nell’arte della mediazione e statista di indiscusso peso, con lui se n’è andato un pezzo di storia italiana”. E’ il commento del parlamentare Pdl Roberto Marti.

Secondo la presidente di Grande sud Adriana Poli Bortone “con Andreotti se ne va un’epoca fatta di grandissime personalità e intelligenze che hanno fatto la storia della politica”.

“Giulio Andreotti – scrive il capogruppo Udc in Consiglio regionale Salvatore Negro – è stato uno dei protagonisti più autorevoli della storia della Democrazia Cristiana. Con lui va via l’ultimo dei padri della nostra Repubblica che tanto hanno lavorato per darci quella moderna Costituzione ormai universalmente riconosciuta come la più bella del mondo. Presidente del Consiglio per ben sette volte e decine di volte ministro in tutti i dicasteri a disposizione, sin dal dopo guerra, con la sua attività politica e istituzionale, ha dato impulso allo sviluppo del nostro Paese contribuendo a farlo diventare uno dei più industrializzati a livello mondiale. Un’attività prolifica, durata oltre cinquant’anni, in cui l’Italia è cresciuta nel rispetto dei valori democratici contenuti nella carta costituzionale. Su quella che è stata la sua figura e il suo lavoro saranno sicuramente gli storici a dire una parola definitiva. Siamo però certi, alla luce dei nostri ricordi e della nostra esperienza, che la sua figura ha contribuito in maniera determinante alla crescita civile e morale della nostra nazione”.

“Con la scomparsa di Andreotti – afferma il senatore Sel Dario Stefàno – va via un pezzo di Italia repubblicana. Un uomo che, al di la di ogni giudizio politico, ha attraversato, scritto e vissuto la storia della nostra Repubblica.

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