san francesco della scarpaLECCE – Sarà possibile visitare sino all’8 aprile la mostra “La Puglia, il Manierismo e la Controriforma” presso San Francesco della Scarpa. Si tratta di capolavori d’arte ma anche di opere artisticamente minori ma decisamente importanti per il loro valore documentale, scelte quali speciali attestazioni delle complesse dinamiche culturali, sociali e spirituali, e per illustrare le vicende che nell’arco di circa un secolo portano all’affermazione della cultura manieristica in Puglia e quindi all’emergere dei nuovi ideali estetici diffusi con la Controriforma.

La mostra si pone in continuità con il rapporto di proficua collaborazione tra questa Provincia e la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia ed è stata possibile grazie al generoso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia. Tali collaborazioni hanno già portato in passato risultati d’eccellenza con gli eventi espositivi “Echi caravaggeschi in Puglia” e “La passione del Collezionismo. Ceramiche pugliesi ed altro nella collezione Tondolo”, presentati rispettivamente a San Francesco della Scarpa e presso il Museo Provinciale, ed altri – si spera – ne porteranno in un prossimo futuro.

Si tratta di mostre di ricognizione sull’enorme patrimonio storico artistico della regione, rese possibili proprio grazie agli approfondimenti conoscitivi procurati dall’unione di forze e competenze sviluppate sul campo dalle nostre istituzioni.

Il percorso della mostra “La Puglia il Manierismo la Controriforma” copre un arco cronologico di circa un secolo, dal 1520 al 1620, attraverso oltre 120 opere esposte tra le due sedi della mostra, San Francesco della Scarpa a Lecce e la Galleria Nazionale Devanna a Bitonto. Riguarda prevalentemente dipinti ma anche sculture, ceramiche e tessuti, che testimoniano lo sviluppo della cultura manieristica in Puglia fino all’affermazione delle istanze estetiche controriformate, fermando la ricerca nel momento in cui inizia a diffondersi il nuovo linguaggio figurativo di marca caravaggesca.

Si tratta di due fenomeni artistici apparentemente antitetici che dominano la scena a partire dalla prima metà del Cinquecento e che finiscono per intrecciarsi e sovrapporsi nell’arte meridionale e napoletana della seconda metà del secolo costituendo aspetti peculiari che questa mostra si propone di rappresentare.

Inoltre, lo scambio di una parte delle opere tra Lecce e Bitonto consente di mettere in relazione diversi episodi e fatti artistici della regione, individuare personalità artistiche e dinamiche di sviluppo delle nuove correnti figurative anche alla luce di prestigiose importazioni da Venezia prima e Napoli poi.

Nel catalogo – che verrà pubblicato a gennaio – saranno inoltre approfonditi i diversi aspetti storici e culturali legati all’architettura, la committenza, gli artisti, gli apporti e le influenze dai principali centri di produzione artistica (Venezia, Napoli, Roma) tra Cinque e Seicento.

La mostra si avvale di un comitato scientifico composto da Francesco Abbate, Nuccia Barbone Pugliese, Mariella Basile, Raffaele Casciaro, Antonio Cassiano, Mario Cazzato, Vincenzo Cazzato, Pier Luigi Leone de Castris, Letizia Gaeta, Clara Gelao, Lucio Galante, Brizia Minerva, Maria Pia Pettinau Vescina, Tina Piccolo, Regina Poso, Vincenzo Pugliese, Mario Spedicato, Anna Lucia Tempesta, Fabrizio Vona.

 

facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail